Gli acquisti della vergogna di Ottobre

L’appuntamento mensile con cui metto alla berlina la mia fanciullesca tendenza a buttare soldi in giocattoli et similia é qui anche ad Ottobre, gioitene tutti o deridetemi se volete :-p

Partiamo con un veicolo dei Cobra (G.i. JOE) ancora nella sua scatola e da montare! Classe 1989, Piranha all’appello signori!

Ho anche fatto un video sull’assemblaggio del sopracitato veicolo, non ricordavo assolutamente questo aspetto di dover montare pezzi ed attaccare adesivi, strano… Eppure almeno due o tre volte mi deve essere capitato da bambino… Avevo rimosso.

Montiamo il Cobra Piranha – video.

Ecco comunque il risultato una volta assemblato il tutto:

Un veicolo della serie M.A.S.K: Buzzard (poiana) del 1987 completo di piloti e tutte cose.

Questa terza wave aveva due piloti, forse avevano già in mente l’idea per la quarta serie che sarebbe seguita a breve chiamata “split seconds” dove uno dei due piloti era una sorta di ologramma ed i veicoli si “splittavano” appunto in più veicoli più piccoli. Qui però son due persone reali, se così possiamo dire 😅, ma la macchina di F1 si divide in 3 parti.

Ho recentemente rispolverato la vecchia Sony Psp. Console un po’ dimenticata e mi sono appassionato alla peculiarità del supporto sul quale venivano memorizzati giochi e film. Si, esattamente! Film! Perché sul formato proprietario di Sony per la sua prima portatile (ne riparleremo) furono pubblicati molti giochi, ma anche parecchi film famosi. Non erano ancora gli anni degli smartphone così come li conosciamo oggi e l’idea di potersi vedere un film in mobilità era alquanto futuristica e cool. Non ricordo però negozi pieni di film in UMD, anzi… credo sia stato un flop terrificante. Ecco comunque una copia di quello che è forse il mio film preferito di sempre: Ghostbusters del 1984. Ci sta anche bene con la data odierna visto che è Halloween!

E finiamo, sempre su Psp, con uno dei miei titoli preferiti della saga Final Fantasy ovvero: Final Fantasy Tactics, qui nella sua versione Psp.

Lo spolpai letteralmente sulla prima Playstation nel 1998 e non avendola più ho pensato di procurarmene una copia in questo formato.

Anche per questo mese è tutto, o quasi… non mi resta che augurare a tutti: BUON HALLOWEEN!!!

 

Fiera del fumetto di via Madama Cristina, Torino 13 ottobre.

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Il 13 Ottobre si è tenuta una nuova edizione della fiera del fumetto di Torino di cui si era già parlato qualche post fa. Ero in zona ed ho pensato di farci un salto. Con sommo rammarico (ma dipende dai punti di vista) i banchetti del giocattolame old school erano assenti ingiustificati. Oggi si teneva anche il Gran Balon, mercatino storico di Torino ed al 99% saranno andati lì… Peccato. Come dice il nome stesso quindi, la fiera odierna era incentrata su fumetti nuovi, vecchi etc.. Una carrellata di foto per dovere di cronaca:

Una parte delle bancarelle affollate (per i canoni torinesi) nel mercato coperto della piazza.

Scatoloni pieni di vecchi Urania di cui non so molto se non che si tratti di una collana a tema fantascientifico che affonda le sue radici nel lontano 1952. Autori come Asimov e Dick, per esempio, han visto le loro prime pubblicazioni in Italia proprio sulle pagine di questa collana. Scusate se è poco!

Una scatola con vari manuali delle giovani marmotte, ricordi di quando ero bambino e li sfogliavo innumerevoli volte durante le vacanze estive in montagna, rimanendo ammaliato dai disegni e pensando a quali avventure avrei potuto vivere seguendo questi preziosi consigli da boyscout piumato. Come? Quante dite? Nessuna…. Ho ancora i volumi dal 1 al 3 e li conservo con affetto. Più bancarelle avevano in vendita questi “libri” Disney e quello di Qui Quo Qua mi ha tentato parecchio, sulla Baia lo si trova a tipo 2 euro spedito.

Tante bancarelle avevano in vendita numeri di Topolino più o meno vecchi. Alcuni (di cui non ho foto) mooolto vecchi, addirittura anni ’40. A volte mi viene voglia di recuperarne qualcuno, ma sarebbe una goccia nel mare di una collezione insostenibile, quindi ciao.In compenso in giro ho scorto dei numeri del mitico braccio di ferro, questo costava ben 200 lire…. Durante le ferie forzate coi genitori, età 6, 7 anni ricordo chiaramente di averne comprati alcuni nelle edicole per combattere la noia. No internet sul cellulare ovunque tu sia baby! Adattati!

Dei fumetti meravigliosamente meravigliosi di fantascienza old school. Mi pento un po’ di non aver preso “l’invasione dei mostri”. Sembra stupendo!

Uno scatolone pieno di Pecos Bill, fumetto che non ho mai letto, ma che risale a parecchi anni fa, a detta di Wikipedia addirittura ai primi anni de XX secolo.

Montagne di figurine vintage ed album del calcio di cui mi importa tipo zero.

Una bancarella piena di vinili più o meno vecchi. Il vinile sta tornando di moda o magari non ha mai mollato ed io me ne accorgo solo ora, chissà… É un supporto audio che non ho avuto da ragazzino, all’epoca non faceva “cool” comprare vinili, ma antiquato.

Un minimo di pupazzame era comunque presente. Ecco qui un plotone di cavalieri dello zodiaco in riga pronti a rapporto. Si trattava della serie ora etichettata come “classic”. Alcuni pezzi erano anche interessanti, ma i prezzi no.

Sempre sullo stesso banco ho scorto uno spaventoso Luke Skywalker di chissà che anno. Hm… Bello. (magari voleva dei soldi).

In un angolo buttate li una ps2 ed un Megadrive boxato dell giochi preziosi. Prezzi non pervenuti e non ho avuto voglia di chiedere. Del secondo ho la stessa medesima scatola in cantina, ahimè vuota!!!!

Qui ho pianto. Album di figurine dei Ghostbusters della Filmation, vera colonna portante delle manie era scuola elementare. Qui andrebbe aperta una parentesi tonda, una quadra e pure una graffa!Chiudo con un acquisto fatto durante la mia scorribanda: numero 2 della serie Ninja (librogame ristampa 2005) sotto lo sguardo compiaciuto del buon Cesare Balbo.

Gli acquisti della vergogna di Settembre

Rieccoci! Mese ricco quello di Settembre, o povero se chiedete al mio portafoglio…

Prevalentemente a tema videoludico, andiamo ad analizzare il bottino:

Un lotto di giochi per il Nintendo GameCube, console del 2000 che ho amato moltissimo, ma sfruttato poco.

1) Puyo Pop fever. Anno 2003. Sorta di Tetris, se così possiamo dire, ma con delle gocce simpaticose al posto dei soliti blocchi ed una modalità storia se non erro.

puyo

2) Soulcalibur 2. Anno 2002. Picchiaduro alla “Tekken” uscito per varie piattaforme. La versione per il cubo aveva Link (dalla serie Zelda) tra i personaggi giocabili.

calibur2

3) Super Monkey Ball. Anno 2001. Vari minigiochi con simpatiche scimmiette. Il cabinato arcade giapponese dell’epoca girava su Sega Naomi ed aveva una banana come joystick. Chapeau.

ball

4) Final Fantasy Crystal Chronicles. Anno 2003. Spin off della omonima serie di Jrpg che ha fatto fortuna sulla Playstation (e non solo). Segnò il primo ritorno di un FF su console Nintendo dopo diversi anni. Mi pare di aver letto in rete di una possibile ricomparsa su Nintendo Switch, sarebbe carino.

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5) Star Wars Bounty Hunter. Anno 2002. Ancora sigillato, gioco di azione ambientato nell’universo di Guerre Stellari (ma dai?) nel quale impersoniamo un cacciatore di taglie e non il solito cavaliere Jedi buono fino al midollo. Fuck yeah era ora!

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6) Turok: Evolution. Anno 2002. Ultimo titolo della serie dedicata al cacciatore di dinosauri scalciaculi Turok. Uscito per varie piattaforme, è un FPS ambientato prima delle vicende narrate in Turok: Dinosaur Hunter del 1997.

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Chiudo con il librogame numero 1 della collana Ninja. Magari è la volta buona che inizio a leggerla, me ne mancano solo più due!

Grantorrone, passo e chiudo!

Gli acquisti della vergogna di Agosto

Nuovo appuntamento con la rubrica dello spendaccione stagionato. Questo mese iniziamo con due veicoli della serie anni ’80 M.a.s.k. Rispettivamente Manta a sinistra e Raven a destra. Anno 1987 e 1986, Ottime annate!

Presi sulla Baia in asta in combo. Prezzo decisamente umano per la coppia, Manta normalmente supera i 50 euro da sola, easy peasy!

Ho recuperato anche una copia in edizione speciale per Ps3 del gioco “Ghostbusters the videogame” uscito nel lontano 2009 per varie piattaforme Ps2, Ps3 etc…

Comprende pure una copia del film Ghostbusters in Bluray che, sebbene abbia già, schifo non fa! Ci scappa pure la rima dai…

Era un gioco ben fatto e fedele al primo capitolo della saga. I personaggi sono realmente gli attori che impersonarono gli acchiappafantasmi in quel del 1984 e le voci originali impreziosiscono ogni dialogo, insomma è carino!

È previsto che esca una inevitabile remaster per ogni piattaforma il 4 Ottobre. Mia!

Sempre in ambito videoludico ecco una copia ancora sigillata di Doom 3 per la prima Xbox.

Gioco uscito nel 2004 in grado di piegare anche i piccì più performanti, infatti all’epoca non potei giocarlo. Il mio PC non ce la faceva a farcela azz! Era un gioco innovativo per quei tempi, una grafica pazzesca ed una trama in un fps, a parte half-life quanti potevano dire la stessa cosa?

Chiudo anche questo mese con un librogame: serie Ninja volume numero 5 (piano piano spero di recuperarli tutti), serie meno nota di Lupo Solitario sicuramente, ma Oh! I Ninja son sempre Ninja e come diceva il vecchio cartolaio davanti alla mia scuola elementare: “Ti piacciono i niinia? fanno la luotta vero?” (immaginatelo con accento piemontese alla Macario). Grantorrone passo e chiudo.

Sempre in gamba i Masters!

Ebbene si! Anche ai muscolosissimi dominatori dell’universo capita di dover dire: “mi sento le gambe rotte”, dopo anni ed anni a prender polvere nelle cantine di noi non più tanto bambini può succedere che l’elastico che tiene unite le gambe di questi giocattoli si deteriori e ceda, facendole staccare dal torso.

Il buon faker sgambetta allegro

Per quanto ne sappia io esistono due metodi per aggiustare queste “vintaggerie”:

Un metodo che consiste nel togliere l’elastico originale, ormai rotto e sostituirlo con un rimpiazzo identico, ma nuovo di zecca ed uno che richiede l’avvitamento di piccoli gancetti (come nel caso della foto di Faker sopra) attraverso i quali faremo passare un banalissimo O-ring.

Per il primo metodo ho realizzato un video e l’ho postato sul tubo, lo potete vedere qui:

Riparare i MOTU

Gli elastici di rimpiazzo si trovano sulla Baia. Credo siano delle stampe 3D, personalmente mi son trovato male con questo metodo. E’ decisamente difficile far passare l’elastico nel piccolo foro che c’è nel cavallo dei mutandoni dei Masters e bisogna spingere molto, sollecitando la gomma di cui è fatto il pezzo di ricambio ad uno stress notevole. Vi dico solo che dei 5 che ho ordinato ne ho rotti 2!

Il risultato finale, rispetto ai ganci è però notevolmente migliore. La figura sembra nuova e non ci si accorge dell’operazione.

Per il secondo metodo con i gancetti, provo ad illustrarvelo con alcune foto e dei commenti:

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Avvitate i ganci nelle cosce (magari dopo averle ammorbidite in acqua calda). Aprite il gancio con una pinza, senza romperlo ed infilate l’O-ring. Chiudete con la pinza il gancio di modo che non esca.Inserite uno spago, o qualcosa come nella figura qui sopra nell’O-ring. Vi servirà dopo.

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Lo spago vi permetterà di “tirare” senza problemi l’O-ring e farlo passare dall’altra parte del cavallo dei mutandoni, mettendo così in sede una delle gambe. (occhio a mettere i piedi a destra e sinistra correttamente).

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Vi ritroverete in questa situazione. Ora aprite il gancio dell’altra gamba e infilateci l’estremità dell’O-ring che potete tirare con il cordino. Non sarà facile e rischierete la scomunica, ma una volta fatto chiudete con le pinze anche il secondo gancio. Avvitatelo fino a fine corsa o fino che riuscite. Deve essere ben saldo.

La cosa fondamentale è azzeccare la misura degli O-ring. Io vi consiglio un 11/12.

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Se tutto è andato correttamente, dovreste avere un bel Master of the Universe nuovamente deambulante!

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Gli acquisti della vergogna di Luglio

Consueto appuntamento con la vergogna ed il rimorso (si fa per dire) per gli acquisti di fuffa nerd, per dirla alla maniera del buon Fabrizio di Cent’anni di nerditudine. (blog che vi consiglio).

Andiamo a incominciare:

Una copia di Icewind Dale per Mac. Nulla di particolare se non che era ancora sigillata dal lontano (sembra ieri) 2000. Giocone tra l’altro, se vi capita dategli un occhio si trova su gog a poco. Gdr old school con fiuuuuuumi di parole.

Icewind Dale per Mac

Un librogame, ah! I librogame…. Qui si varca una soglia che conduce a ricordi pieni di avventure immaginifiche nell’epoca pre-internet. Quando armati di una matita, una gomma e tanta fantasia si partiva per dimensioni nuove e si combattevano, spesso trassando, bestie e demoni di ogni tipo. Credo tutti ricordino la saga di Joe Dever “Lupo solitario”, probabilmente la più famosa in assoluto, ma ne pubblicarono varie serie, qui nella foto appunto: Ninja numero 3.

Da riprendere questo argomento, senza dubbio.

N°3 serie Ninja “usurpatore”

Un piccolo lotto Starcom, preso sulla Baia a poco per fortuna. Normalmente gli omini son cari come il fuoco, qui ce n’erano ben tre! Anche se senza armi e zaini.

Shadow invader & Laser R.A.T.

Lo metto ugualmente, anche se non è un acquisto, ma un dono, in quanto oggetto vintage inutilmente bello.

Ieri sono entrato in uno di quei negozietti che vanno scomparendo. Uno di quelli che in teoria aggiusta televisori. In un’epoca in cui conviene buttarlo il TV e comprarlo nuovo piuttosto che ripararlo, come può un negozio simile sopravvivere? Sintomo di una malattia che scorre nelle nostre vene tutte, invisibile all’occhio del consumatore compulsivo, terminale che è in tutti noi. A farne le spese i paesi più poveri, spremuti per soddisfare questo appetito così figlio del presente e che pone una domanda ben chiara: come faremo a sopravvivere noi se andiamo avanti così?

Detto questo, tra scaffali polverosi e cataste di VCR, TV a tubo catodico e rottami tecnologici vari, vagava un signore all’apparenza poco lucido, ma che dentro cova ancora un entusiasmo incredibile. Quando fissando una montagna di videoregistratori contro il muro gli ho chiesto “non è che qui in mezzo ha pure dei lettori laserdisc?” lui mi ha guardato e con la faccia del bambino beccato nel mezzo di una marachella mi ha risposto ridendo: “si ne ho due!“.

Quando ha capito che ero un nerd di vecchia data pieno di nostalgia mi ha smollato il laptop che vedete qui sotto “se ti fa simpatia prenditelo io pensavo di buttarlo…” chissà se funziona? Lo scopriremo magari in un nuovo post.

IBM ThinkPad anni ’90.

Knights of the Zodiac: ovvero Saint Seiya secondo Netflix

Brucia cosmo del nerd, fino ai limiti estremi della costellaz… Hmm no! Mi sa che se il cosmo si intiepidisce é già tanto a sto giro…

Ho finito da poco di vedere la miniserie by Netflix di 6 puntate (per ora) dedicata agli immortali Saint Seiya di Kurumada-sensei , da noi meglio nota col titolo di cavalieri dello zodiaco. Serie che nel lontano ’86 o giù di lì ha imperversato sugli schermi dei nostri TV senza pietà. Non voglio fare una vera e propria recensione, perché di quelle é già piena la rete, piuttosto dire cosa ne penso a modo mio.

L’ho vista quindi. Che dire!? Mi sento confuso, frastornato manco mi avesse colpito il fantasma diabolico del “buon” Ikki aka cavaliere della fenice. Eh no! Questa non è stata un’orrida visione frutto della mia mente, ma pura realtà! Qualcuno ha pensato bene di fare una trasposizione dell’anime degli anni ottanta in chiave Boing, Cartoonito… Ma cerrrrto, perché no???

Ma qui non si parla della Paw Patrol o del trenino Thomas. .. Qui si parla dei fottutissimi Cavalieri dello Zodiaco! Difficile per chi non ha vissuto l’era pre-internet capire cosa volesse dire aspettare trepidante un nuovo episodio su Odeon TV per memorizzare ogni dettaglio e poterne parlare il giorno dopo in classe col compagno. Cosa volesse dire esaltarsi impunemente quando Atena richiamava il cavaliere di turno, ormai sconfitto, alla lotta con nuovo e rinvigorito cosmo! Cosa volesse dire lanciare una polvere di diamanti al cielo invernale della città nella speranza di far nevicare e saltare così scuola il giorno dopo o più semplicemente cosa volesse dire veder fermare la serie al solito, maledetto scontro tra Pegasus e Ioria del Leone perché nessuno evidentemente aveva i soldi per comprare i diritti di tutta la serie. E tu? Te la sciroppavi dall’inizio per l’ennesima volta, sperando ingenuamente che stavolta avresti visto l’epilogo della storia delle 12 case, che questa volta sí, sarebbe stata quella buona, ma invece no…. Una voce nella tua testa risuonava: “destati cavaliere che l’attesa è ancora lunga….”

Passato lo sfogo, che si vede in queste 6 puntate da una ventina di minuti cadauna? Si vede una sorta di riassuntone della prima stagione dell’anine. Si fa la conoscenza di Seiya (Pegasus) il quale va in Grecia, cerca la sorella scomparsa (in questa serie rapita da dei militari… bah…), si allena, vince l’armatura senza manco tagliare un orecchio allo sfigatissimo Cassios, scappa dalla Grecia e va a partecipare ad un torneo in un garage/magazzino sotterraneo in mezzo al deserto perchè glielo dice Marin aka Castalia.

Il torneo in questione è davvero una poveracciata e non si chiama giustamente “Guerra Galattica”, ma solo “torneo”, perché di galattico non ha proprio nulla. Alla competizione prendono parte giusto i 5 bronzelli e qualche altro cavaliere minore in veste di comparsa sottopagata.

Ad osservarli non c’è il pubblico esaltato dello stadio della serie TV storica, ma solo un paio di guardie tutte uguali al soldo della famiglia di Thule, Lady Isabel ed il suo maggiordomo barra guardia del corpo. Ad aggiungere ulteriore tristezza ci sono gli scontri brevissimi, mal coreografati e privi di qualsiasi epicità. Non risolleva il morale il mostruoso siparietto comico tra Seiya ed un tombino parlante che, a momenti occupa più tempo di tutto il torneo.

Ah! Andromeda è una donna! sapevatelo!

Il nuovo Shun donna a destra

Se Negli anni l’armatura rosa, i capelli lunghi verdi, il nome da femmina ci avevano sempre fatto dubitare della cosa, adesso non c’è spazio agli equivoci, Shun è Shaun, una squinzia, sorella di Ikki. Piaccia o no, é così che stanno le cose.

Ok, poi arriva l’esercito dell’ex socio di Alman di Thule che attacca il box sotterraneo per impossessarsi dell’armatura d’oro di Sagittario. I bronzini prendono a pugni carri armati, elicotteri, missili e la qualunque in un vortice di animazioni riproposte uguali ogni volta che viene sferrato un colpo speciale. Un esempio? la catena di Andromeda para due missili con la stessa identica animazione nel giro di pochi minuti, no… per dire…. si nota eh? Vabbè dai… poi arriva Ikki cattivissimo, rubba la dorata armatura assieme ai cavalieri neri, che qui non sono gli alter ego dei cinque eroi, ma boh!? Cassios assetato di vendetta e altri 3 energumeni tutti uguali. Si menano alla veloce senza nessun mordente e sconfiggono Ikki in nome dell’amicizia che li lega da sempre. (d’altra parte si sono visti per la prima volta un’ora fa, mica sono cresciuti assieme in orfanotrofio!) Fine della prima stagione di questa miniserie.

Lo so, detta così sembra brutta, ma è in effetti lo è! a me non è piaciuta non ci posso far nulla. Non è la grafica CGI low cost, nemmeno la reinterpretazione della storia a farmi storcere il naso, quanto la totale inutilità della cosa! Ma dico io: non potevano terminare la serie Lost Canvas? almeno quella era bella per davvero!

Manca l’aspetto epico che aveva la serie degli anni ottanta, forte per una volta, di un doppiaggio italiano pazzesco! Nessuno penso possa aver dimenticato quel falso linguaggio aulico che avevano tutti i dialoghi della serie, quasi a voler evocare un qualcosa di cavalleresco. Funzionava? eccome se funzionava! Ricordiamoci che era pura farina dell’italico sacco poiché in nippolandia i Caballeros parlavano in maniera normale.

Tanto per farvi capire il tenore del verbo che fu, vi agevolo un estratto:

dialogo tra Hyoga e Milo

il nuovo Phoenix

la purezza è sacra

Poco importa se ad oggi potrebbe sorgere la domanda: maaaa siamo sicuri che in giapponese dicessero quelle cose? Si certo, credici! Però era tanto figo!

Miniserie trascurabile a mio avviso, che non si capisce a chi sia rivolta. Non credo che gli ormai over trenta e più possano trovarla gradevole e non penso che i bimbi minch… Ehm! I giovani fruitori di Netflix possano accendere il cosmo del loro interesse per Saint Seiya grazie a questa ciofeca.

Non oso immaginare come potrebbero essere gli scontri con i cavalieri d’oro, dovessero mai continuarla… Brr… Brivido. (e pure raccapriccio!).

Dovessi dare un voto, darei un 5 meno meno, come faceva la mia professoressa di diritto alle superiori con me.

Fin.