Gli acquisti della vergogna di Agosto

Nuovo appuntamento con la rubrica dello spendaccione stagionato. Questo mese iniziamo con due veicoli della serie anni ’80 M.a.s.k. Rispettivamente Manta a sinistra e Raven a destra. Anno 1987 e 1986, Ottime annate!

Presi sulla Baia in asta in combo. Prezzo decisamente umano per la coppia, Manta normalmente supera i 50 euro da sola, easy peasy!

Ho recuperato anche una copia in edizione speciale per Ps3 del gioco “Ghostbusters the videogame” uscito nel lontano 2009 per varie piattaforme Ps2, Ps3 etc…

Comprende pure una copia del film Ghostbusters in Bluray che, sebbene abbia già, schifo non fa! Ci scappa pure la rima dai…

Era un gioco ben fatto e fedele al primo capitolo della saga. I personaggi sono realmente gli attori che impersonarono gli acchiappafantasmi in quel del 1984 e le voci originali impreziosiscono ogni dialogo, insomma è carino!

È previsto che esca una inevitabile remaster per ogni piattaforma il 4 Ottobre. Mia!

Sempre in ambito videoludico ecco una copia ancora sigillata di Doom 3 per la prima Xbox.

Gioco uscito nel 2004 in grado di piegare anche i piccì più performanti, infatti all’epoca non potei giocarlo. Il mio PC non ce la faceva a farcela azz! Era un gioco innovativo per quei tempi, una grafica pazzesca ed una trama in un fps, a parte half-life quanti potevano dire la stessa cosa?

Chiudo anche questo mese con un librogame: serie Ninja volume numero 5 (piano piano spero di recuperarli tutti), serie meno nota di Lupo Solitario sicuramente, ma Oh! I Ninja son sempre Ninja e come diceva il vecchio cartolaio davanti alla mia scuola elementare: “Ti piacciono i niinia? fanno la luotta vero?” (immaginatelo con accento piemontese alla Macario). Grantorrone passo e chiudo.

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Sempre in gamba i Masters!

Ebbene si! Anche ai muscolosissimi dominatori dell’universo capita di dover dire: “mi sento le gambe rotte”, dopo anni ed anni a prender polvere nelle cantine di noi non più tanto bambini può succedere che l’elastico che tiene unite le gambe di questi giocattoli si deteriori e ceda, facendole staccare dal torso.

Il buon faker sgambetta allegro

Per quanto ne sappia io esistono due metodi per aggiustare queste “vintaggerie”:

Un metodo che consiste nel togliere l’elastico originale, ormai rotto e sostituirlo con un rimpiazzo identico, ma nuovo di zecca ed uno che richiede l’avvitamento di piccoli gancetti (come nel caso della foto di Faker sopra) attraverso i quali faremo passare un banalissimo O-ring.

Per il primo metodo ho realizzato un video e l’ho postato sul tubo, lo potete vedere qui:

Riparare i MOTU

Gli elastici di rimpiazzo si trovano sulla Baia. Credo siano delle stampe 3D, personalmente mi son trovato male con questo metodo. E’ decisamente difficile far passare l’elastico nel piccolo foro che c’è nel cavallo dei mutandoni dei Masters e bisogna spingere molto, sollecitando la gomma di cui è fatto il pezzo di ricambio ad uno stress notevole. Vi dico solo che dei 5 che ho ordinato ne ho rotti 2!

Il risultato finale, rispetto ai ganci è però notevolmente migliore. La figura sembra nuova e non ci si accorge dell’operazione.

Per il secondo metodo con i gancetti, provo ad illustrarvelo con alcune foto e dei commenti:

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Avvitate i ganci nelle cosce (magari dopo averle ammorbidite in acqua calda). Aprite il gancio con una pinza, senza romperlo ed infilate l’O-ring. Chiudete con la pinza il gancio di modo che non esca.Inserite uno spago, o qualcosa come nella figura qui sopra nell’O-ring. Vi servirà dopo.

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Lo spago vi permetterà di “tirare” senza problemi l’O-ring e farlo passare dall’altra parte del cavallo dei mutandoni, mettendo così in sede una delle gambe. (occhio a mettere i piedi a destra e sinistra correttamente).

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Vi ritroverete in questa situazione. Ora aprite il gancio dell’altra gamba e infilateci l’estremità dell’O-ring che potete tirare con il cordino. Non sarà facile e rischierete la scomunica, ma una volta fatto chiudete con le pinze anche il secondo gancio. Avvitatelo fino a fine corsa o fino che riuscite. Deve essere ben saldo.

La cosa fondamentale è azzeccare la misura degli O-ring. Io vi consiglio un 11/12.

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Se tutto è andato correttamente, dovreste avere un bel Master of the Universe nuovamente deambulante!

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Gli acquisti della vergogna di Luglio

Consueto appuntamento con la vergogna ed il rimorso (si fa per dire) per gli acquisti di fuffa nerd, per dirla alla maniera del buon Fabrizio di Cent’anni di nerditudine. (blog che vi consiglio).

Andiamo a incominciare:

Una copia di Icewind Dale per Mac. Nulla di particolare se non che era ancora sigillata dal lontano (sembra ieri) 2000. Giocone tra l’altro, se vi capita dategli un occhio si trova su gog a poco. Gdr old school con fiuuuuuumi di parole.

Icewind Dale per Mac

Un librogame, ah! I librogame…. Qui si varca una soglia che conduce a ricordi pieni di avventure immaginifiche nell’epoca pre-internet. Quando armati di una matita, una gomma e tanta fantasia si partiva per dimensioni nuove e si combattevano, spesso trassando, bestie e demoni di ogni tipo. Credo tutti ricordino la saga di Joe Dever “Lupo solitario”, probabilmente la più famosa in assoluto, ma ne pubblicarono varie serie, qui nella foto appunto: Ninja numero 3.

Da riprendere questo argomento, senza dubbio.

N°3 serie Ninja “usurpatore”

Un piccolo lotto Starcom, preso sulla Baia a poco per fortuna. Normalmente gli omini son cari come il fuoco, qui ce n’erano ben tre! Anche se senza armi e zaini.

Shadow invader & Laser R.A.T.

Lo metto ugualmente, anche se non è un acquisto, ma un dono, in quanto oggetto vintage inutilmente bello.

Ieri sono entrato in uno di quei negozietti che vanno scomparendo. Uno di quelli che in teoria aggiusta televisori. In un’epoca in cui conviene buttarlo il TV e comprarlo nuovo piuttosto che ripararlo, come può un negozio simile sopravvivere? Sintomo di una malattia che scorre nelle nostre vene tutte, invisibile all’occhio del consumatore compulsivo, terminale che è in tutti noi. A farne le spese i paesi più poveri, spremuti per soddisfare questo appetito così figlio del presente e che pone una domanda ben chiara: come faremo a sopravvivere noi se andiamo avanti così?

Detto questo, tra scaffali polverosi e cataste di VCR, TV a tubo catodico e rottami tecnologici vari, vagava un signore all’apparenza poco lucido, ma che dentro cova ancora un entusiasmo incredibile. Quando fissando una montagna di videoregistratori contro il muro gli ho chiesto “non è che qui in mezzo ha pure dei lettori laserdisc?” lui mi ha guardato e con la faccia del bambino beccato nel mezzo di una marachella mi ha risposto ridendo: “si ne ho due!“.

Quando ha capito che ero un nerd di vecchia data pieno di nostalgia mi ha smollato il laptop che vedete qui sotto “se ti fa simpatia prenditelo io pensavo di buttarlo…” chissà se funziona? Lo scopriremo magari in un nuovo post.

IBM ThinkPad anni ’90.

Knights of the Zodiac: ovvero Saint Seiya secondo Netflix

Brucia cosmo del nerd, fino ai limiti estremi della costellaz… Hmm no! Mi sa che se il cosmo si intiepidisce é già tanto a sto giro…

Ho finito da poco di vedere la miniserie by Netflix di 6 puntate (per ora) dedicata agli immortali Saint Seiya di Kurumada-sensei , da noi meglio nota col titolo di cavalieri dello zodiaco. Serie che nel lontano ’86 o giù di lì ha imperversato sugli schermi dei nostri TV senza pietà. Non voglio fare una vera e propria recensione, perché di quelle é già piena la rete, piuttosto dire cosa ne penso a modo mio.

L’ho vista quindi. Che dire!? Mi sento confuso, frastornato manco mi avesse colpito il fantasma diabolico del “buon” Ikki aka cavaliere della fenice. Eh no! Questa non è stata un’orrida visione frutto della mia mente, ma pura realtà! Qualcuno ha pensato bene di fare una trasposizione dell’anime degli anni ottanta in chiave Boing, Cartoonito… Ma cerrrrto, perché no???

Ma qui non si parla della Paw Patrol o del trenino Thomas. .. Qui si parla dei fottutissimi Cavalieri dello Zodiaco! Difficile per chi non ha vissuto l’era pre-internet capire cosa volesse dire aspettare trepidante un nuovo episodio su Odeon TV per memorizzare ogni dettaglio e poterne parlare il giorno dopo in classe col compagno. Cosa volesse dire esaltarsi impunemente quando Atena richiamava il cavaliere di turno, ormai sconfitto, alla lotta con nuovo e rinvigorito cosmo! Cosa volesse dire lanciare una polvere di diamanti al cielo invernale della città nella speranza di far nevicare e saltare così scuola il giorno dopo o più semplicemente cosa volesse dire veder fermare la serie al solito, maledetto scontro tra Pegasus e Ioria del Leone perché nessuno evidentemente aveva i soldi per comprare i diritti di tutta la serie. E tu? Te la sciroppavi dall’inizio per l’ennesima volta, sperando ingenuamente che stavolta avresti visto l’epilogo della storia delle 12 case, che questa volta sí, sarebbe stata quella buona, ma invece no…. Una voce nella tua testa risuonava: “destati cavaliere che l’attesa è ancora lunga….”

Passato lo sfogo, che si vede in queste 6 puntate da una ventina di minuti cadauna? Si vede una sorta di riassuntone della prima stagione dell’anine. Si fa la conoscenza di Seiya (Pegasus) il quale va in Grecia, cerca la sorella scomparsa (in questa serie rapita da dei militari… bah…), si allena, vince l’armatura senza manco tagliare un orecchio allo sfigatissimo Cassios, scappa dalla Grecia e va a partecipare ad un torneo in un garage/magazzino sotterraneo in mezzo al deserto perchè glielo dice Marin aka Castalia.

Il torneo in questione è davvero una poveracciata e non si chiama giustamente “Guerra Galattica”, ma solo “torneo”, perché di galattico non ha proprio nulla. Alla competizione prendono parte giusto i 5 bronzelli e qualche altro cavaliere minore in veste di comparsa sottopagata.

Ad osservarli non c’è il pubblico esaltato dello stadio della serie TV storica, ma solo un paio di guardie tutte uguali al soldo della famiglia di Thule, Lady Isabel ed il suo maggiordomo barra guardia del corpo. Ad aggiungere ulteriore tristezza ci sono gli scontri brevissimi, mal coreografati e privi di qualsiasi epicità. Non risolleva il morale il mostruoso siparietto comico tra Seiya ed un tombino parlante che, a momenti occupa più tempo di tutto il torneo.

Ah! Andromeda è una donna! sapevatelo!

Il nuovo Shun donna a destra

Se Negli anni l’armatura rosa, i capelli lunghi verdi, il nome da femmina ci avevano sempre fatto dubitare della cosa, adesso non c’è spazio agli equivoci, Shun è Shaun, una squinzia, sorella di Ikki. Piaccia o no, é così che stanno le cose.

Ok, poi arriva l’esercito dell’ex socio di Alman di Thule che attacca il box sotterraneo per impossessarsi dell’armatura d’oro di Sagittario. I bronzini prendono a pugni carri armati, elicotteri, missili e la qualunque in un vortice di animazioni riproposte uguali ogni volta che viene sferrato un colpo speciale. Un esempio? la catena di Andromeda para due missili con la stessa identica animazione nel giro di pochi minuti, no… per dire…. si nota eh? Vabbè dai… poi arriva Ikki cattivissimo, rubba la dorata armatura assieme ai cavalieri neri, che qui non sono gli alter ego dei cinque eroi, ma boh!? Cassios assetato di vendetta e altri 3 energumeni tutti uguali. Si menano alla veloce senza nessun mordente e sconfiggono Ikki in nome dell’amicizia che li lega da sempre. (d’altra parte si sono visti per la prima volta un’ora fa, mica sono cresciuti assieme in orfanotrofio!) Fine della prima stagione di questa miniserie.

Lo so, detta così sembra brutta, ma è in effetti lo è! a me non è piaciuta non ci posso far nulla. Non è la grafica CGI low cost, nemmeno la reinterpretazione della storia a farmi storcere il naso, quanto la totale inutilità della cosa! Ma dico io: non potevano terminare la serie Lost Canvas? almeno quella era bella per davvero!

Manca l’aspetto epico che aveva la serie degli anni ottanta, forte per una volta, di un doppiaggio italiano pazzesco! Nessuno penso possa aver dimenticato quel falso linguaggio aulico che avevano tutti i dialoghi della serie, quasi a voler evocare un qualcosa di cavalleresco. Funzionava? eccome se funzionava! Ricordiamoci che era pura farina dell’italico sacco poiché in nippolandia i Caballeros parlavano in maniera normale.

Tanto per farvi capire il tenore del verbo che fu, vi agevolo un estratto:

dialogo tra Hyoga e Milo

il nuovo Phoenix

la purezza è sacra

Poco importa se ad oggi potrebbe sorgere la domanda: maaaa siamo sicuri che in giapponese dicessero quelle cose? Si certo, credici! Però era tanto figo!

Miniserie trascurabile a mio avviso, che non si capisce a chi sia rivolta. Non credo che gli ormai over trenta e più possano trovarla gradevole e non penso che i bimbi minch… Ehm! I giovani fruitori di Netflix possano accendere il cosmo del loro interesse per Saint Seiya grazie a questa ciofeca.

Non oso immaginare come potrebbero essere gli scontri con i cavalieri d’oro, dovessero mai continuarla… Brr… Brivido. (e pure raccapriccio!).

Dovessi dare un voto, darei un 5 meno meno, come faceva la mia professoressa di diritto alle superiori con me.

Fin.

Gli acquisti della vergogna di Giugno

Anche se un po’ in ritardo eccoci col nuovo e consueto appuntamento con il giocattolame, nerdabilia ed affini in cui buttar soldi ogni mese o quasi.

Mi allaccio al precedente post sul mercatino del fumetto di piazza madama Cristina per mostrarvi i primi due dei cinque acquisti fatti quel pomeriggio in una bancarella farcita di giocattoli anni 80:

Matt & Hondo e rispettivi mezzi.

Un Thunderhawk con annesso Matt Trakker smascherato in condizioni così così… Ed un Firecracker incompleto. Manca la moto da attaccare dietro. Pilota con maschera. Mezzo in buone condizioni, per il prezzo chiesto direi ok!

Sempre dal suddetto mercatino ho rimediato due pezzi della linea STARCOM per la quale negli anni ’80 andavo matto.

In condizioni direi ottime uno Shadow Raider (a destra) sprovvisto di pilota ed il bellissimo (a sinistra) e carissimissimo Shadow Parasite. Con pilota e tutto mi è andata ancora bene! (basti vedere sulla baia a quanto sta). Questa piccola navicella triangolare mi piaceva un botto da bambino. Sarà la tipica livrea da villano nera e viola, sarà quel che sarà, ma a me piace! l’ho già detto vero? ok stop!

Shadow parasite e Shadow raider

Eeeeppoiiii sempre alla bancarella delle meraviglie ho recuperato questo Battle Armour He-Man con armi. Condizioni buone, gambe molli, ma nulla di irreparabile, anzi… Magari faccio poi un post su come si aggiustano le gambette dei Masters.

A far compagnia al buon barbaro biondo il mai dimenticato Fisto (bel nome) pronto a battere il pugno sul tavolo alla minima risata di scherno sul suo nome. C’è da dire che negli anni ’80 si era meno maliziosi e nessuno associava il suo nome a robe zozze! Sullo sfondo il “giocondo” Dragon Walker pronto a sfrecciare (si come no!?) sul campo di battaglia. Questi ultimi due arrivano dalla baia.

Da destra: Fisto il Dragon Walker e He-Man

E basta. Direi che a Giugno ho dato. Alla prossima!

9 Giugno: fiera del fumetto di Piazza Madama Cristina


Appuntamento come ogni anno in piazza madama Cristina a Torino per la consueta fiera del fumetto che si tiene nell’area coperta dove ogni mattina c’è il mercato.

L’ingresso è free, quindi se si ha un’oretta da spendere un giro si può fare tranquillamente.

Ci sono andato verso mezzogiorno, dopo lavoro, senza aspettarmi granché.

Fortunatamente oltre agli innumerevoli banchi che vendono numeri vecchi di Dylan Dog a 1€ (quelli che non valgono nulla ovviamente) a sto giro ci son state due piacevoli sorprese:

La prima è stata ritrovare Marco del fu “Grayskult”, negozio torinese specializzato in giocattoli vintage, ormai chiuso. Un saluto al volo e la promessa di fare quella famosa intervista di qualche post fa. Bello vederlo ancora dietro alla bancarella attivo e amichevole come sempre. Da Grayskult non poteva mancare il Castello di Grayskull in bella mostra, no? Notevoli anche le 4 riedizioni dei Mastersvintage by Super 7, mi son dimenticato di chiedere il prezzo, vabbè!

Un castello di Grayskull qui ed un micronauta là….

La seconda è stata incappare nella bancarella di Flavio, simpatico ed apparentemente strampalato “giovanotto” col quale ho fatto due parole volanti e concluso un paio di acquisti della vergogna che vedremo a fine mese magari assieme. Dove l’ha pescata tutta sta roba rimane un mistero per me.

Tante le cose in mostra. Molto Star Wars vintage (non sono esperto), quaderni di quelli che ci portavamo a scuola negli anni 80 con in copertina i Dino Riders, i Masters, Poochie etc.. Figurine, micronauti, masters loose di ogni tipo, Starcom, Mask e transformers. Davvero molta roba, non tutta completa a dire il vero, ma i prezzi erano abbastanza onesti e secondo me meritava ficcare il naso tra i giocattoli impolverati messi in vendita.

Alcune foto ad esempio:

I primissimi cavalieri dello zodiaco, altro che myth cloth ex, puffi etc…

Certo che i primi pupazzetti dei Cavalieri a rivederli oggi fanno un pò ca… ehm! tenerezza.. eppure ricordo ancora all’epoca quando in Via Cibrario me li spulciavo al negozio di giocattoli nelle loro bellissime scatole Giochi Preziosi! Bruschette negli occhi per tutti!


Micronauti boxati e loose… Che tentazione!

Eeeeh qui il portafogli ha tremato! I Micronauti sono una linea di giocattoli davvero storica alla quale sono molto affezionato. Non me ne è rimasto manco uno purtroppo ed i prezzi mostruosi a cui vengono venduti oggi mi han sempre fatto desistere dal ricominciarne la collezione. Peccato.


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Scatole con pezzi vari da Starcom a M.A.S.Kd

Due scatole piene di MOTU loose, cioè senza la confezione. Molti erano completi di tutti gli accessori. Prezzi secondo me altini, ma uno me lo sono accattato perchè non avevo voglia di farmelo spedire da Ebay. Devo dire che erano tenuti bene.


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una delle varie scatole con i Transformers

Tanti Transformers sfusi ed incompleti. Saltati per mancanza di tempo. Inferno mi ha tentato. Proprio mentre ero lì un ragazzo ha chiesto: “quanto vuoi per la Lancia Stratos?” buongustaio. Sullo sfondo si vedono i piloti dei leoni che compongono il mai dimenticato Voltron.


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M.A.S.K

Un bel mucchietto di veicoli M.A.S.K, forse una delle serie che più mi ha gasato da bambino. Un paio li ho presi, anche se incompleti, più che altro per il prezzo conveniente. I pezzi di questa serie di giocattoli sulla baia si vendono come il pane e spesso a prezzi folli. Peccato che il tipo vendesse i relativi piloti a parte. Non si fa! In basso a destra si vede una busta piena di Transformers “Escavators” nella loro livrea verde acido e viola… così eighties….. chissà se aveva tutti i pezzi per formare il possente “Devastator”?


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sullo sfondo, roba davvero di qualità: Gattiger, Daitarn etc…

Chiudo con un banchetto che aveva un accenno di retrogames.. un Megadrive, un Famicon ed una PS2 in mezzo a varie cartucce e cd….. Ovviamente queste son le cose che mi hanno colpito di più, ma la fiera, per gli amanti del genere, offre anche occasioni di rimediare figurine vecchissime, TEX e molte altre cose, quindi se vi dovesse capitare, la prossima volta fateci una capatina!


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Gli acquisti della vergogna di Maggio

Ebbene si! Era una vita che non scrivevo qualcosa e sulla scia di altri blog ben più visitati, ho pensato di condividere anche io le mie vergogne con voi o per lo meno una parte di esse, ovvero: la passione per i giocattoli della nostra infanzia.

Già proprio come nella omonima serie Netflix, ci sono persone che essendo cresciute a cavallo tra gli 80 ed i 90 hanno assistito alla nascita e morte di vere e proprie icone nell’industria dei giocattoli, ne hanno subito il fascino, hanno frantumato i cosiddetti ai genitori ed oggi, “ormai grandi” cercano un modo di ricomprarsi quei frammenti di infanzia in bilico tra collezionismo mirato e compulsione pura.

Ok, premetto che per quanto mi riguarda le linee di giocattoli a cui sono nostalgicamente legato sono: Masters of the Universe, Gi Joe, M.A.S.K, Sectaurs, Captain Power e Starcom. Alcune sono un pò di nicchia ed in molti ve le siete dimenticate, mentre altre.. beh! se non le conoscete avete vissuto su Marte! Non ho menzionato uno dei pilastri portanti di quegli anni, che di recente ha vissuto nuovi fasti sul grande schermo:i Transformers. Non perchè non mi piacciano, ma a parte i Dinobot (dinosauri e robot assieme? Boom!) non ho mai avuto la smania di collezionarli ed oltretutto gli originali del tempo (G1 = generation 1) hanno prezzi folli e sono spesso in condizioni pietose.

Analizziamo assieme allora cosa mi sono accattato sto mese, vi va?

Nella foto in alto vedete da sinistra verso destra: Skulk e Trancula della linea Sectaurs ahimè senza armi – 1985, un Cobra Stun della linea Gi Joe – 1986, un SEGA Saturn originale giapponese boxato ed alcuni giochi – 1994.

I Sectaurs sono una linea di giocattoli del 1985 prodotta da Coleco (si, la stessa dei videogiochi) che faceva un bel mix tra burattini ed action figures Motu style. Appena me ne arrivano altri approfondiamo 😉

Skulk & Trancula

I Gi Joe non penso abbiano il minimo bisogno di presentazioni, qui vedete un Cobra stun. Mezzo abbastanza inverosimile dei cattivi Cobra, appunto. È ahimè mancante delle bandierine laterali e di 2 su 3 borchie delle ruote. Si son fregati le borchie si!

Cobra stun

Il Sega Saturn uscì nel 1994 in Giappone e nel 1995 in Europa. Doveva essere concorrente della prima Playstation di casa Sony, ma non ebbe lo stesso successo. Qui in effetti non lo aveva praticamente nessuno. Ne parliamo meglio in un post dedicato.

OK, è tutto per questo mese. Sono stato un bravo nerd? Si dai…

SEGA SATURN